{"id":2214,"date":"2018-04-07T21:00:45","date_gmt":"2018-04-07T19:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ramatuelle-tourisme.com\/?page_id=2214"},"modified":"2026-05-20T00:29:20","modified_gmt":"2026-05-19T22:29:20","slug":"sulle-tracce-dei-saraceni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ramatuelle-tourisme.com\/it\/condividere-le-emozioni\/terra-daccoglienza\/sulle-tracce-dei-saraceni\/","title":{"rendered":"Sulle tracce dei saraceni"},"content":{"rendered":"<p><strong>1.Place de l\u2019Ormeau.\u00a0<\/strong><br \/>\nRistrutturata nel 2025, \u00e8 la piazza principale del borgo con i suoi caff\u00e8, dove si tiene il mercato ogni gioved\u00ec e domenica mattina.<br \/>\n<strong>L&#8217;Ulivo centenario.<\/strong> Nel 1983 ha sostituito l&#8217;olmo piantato ai tempi di Sully per ricordare la pacificazione della provincia e la conversione del re Enrico IV. L&#8217;olmo \u00e8 presente anche<br \/>\nnello stemma della citt\u00e0. Colpito dalla \u201cgrafiosi\u201d, una malattia tipica dell&#8217;olmo, il vecchio arbusto non si \u00e8 potuto salvare, nonostante i nostri innumerevoli tentativi. \u00c8 stato<br \/>\nabbattuto il 23 novembre 1983. Oggi, un ulivo ha preso il posto del suo antenato. Simbolo della Provenza e della pace, per Ramatuelle \u00e8 anche un simbolo del futuro<\/p>\n<p><strong>2.La chiesa di Notre-Dame<\/strong><br \/>\nCon il suo portale in serpentinite del 1620, la chiesa \u00e8 addossata all\u2019antico bastione il cui cammino di ronda ne attraversa ancora oggi parte del tetto. Il suo campanile doveva essere un&#8217;antica torre di guardia. All&#8217;interno si trovano due statuette in legno dorato risalenti ai XVI secolo (San Giuseppe e la Vergine), un busto di Saint Andr\u00e9 (Sant\u2019Andrea, patrono di Ramatuelle) che sembra \u201cgermogliare\u201d da ceppo di fico, due pale d&#8217;altare del XVII secolo e una targa commemorativa che ricorda l\u2019affondamento di quattro sottomarini della Marina francese scomparsi durante le loro missioni operative : SM 2326 (05-12-1946), il Sybille (24-09-1952), il Minerve (27-01-1968) e l\u2019Eurydice (04-03-1970) al largo di Cap Camarat. Le cause delle sparizioni sono varie: esplosione, collisione, avaria del timone&#8230;<\/p>\n<p><strong>3.La Posta e lo stemma<\/strong><br \/>\nCostruito nel 1856, l&#8217;edificio era originariamente utilizzato come scuola, municipio e alloggio per l&#8217;insegnante e il parroco. La pietra frontale, che sovrasta l&#8217;ingresso dell&#8217;attuale Ufficio Postale, fu posta nel 1858 quando l&#8217;edificio era sede del Municipio. Come molti comuni francesi, Ramatuelle ha un proprio stemma. Sotto il regno di Luigi XIV, un editto reale obbligava i comuni che possedevano uno stemma araldico a registrarlo nell\u2019\u201cArmorial G\u00e9n\u00e9ral de France\u201d. Ramatuelle si adegu\u00f2 a questa regola e pag\u00f2 20 livre per la registrazione. Il blasone vi \u00e8 stato descritto come segue: \u201cblason d\u2019or \u00e0 un arbre feuill\u00e9 de sinople surmont\u00e9 d\u2019une \u00e9toile de m\u00eame\u201d- Un blasone color oro, con un albero di foglie verdi, sormontato da una stella dello stesso colore.<\/p>\n<p><strong>4. Portico e modellino della citt\u00e0<\/strong><br \/>\nPassando sotto il portico che conduce all\u2019antico centro storico, non perdetevi il modellino del borgo, che illustra perfettamente la sua costruzione a chiocciola.<\/p>\n<h6>L&#8217;antico borgo e le sue stradine strette e tortuose racchiuse nella cinta circolare degli antichi bastioni<\/h6>\n<p><strong>5.Galleria effimera<\/strong><br \/>\nDurante la stagione estiva, questo spazio atipico, che \u00e8 parte integrante della dimora signorile, conosciuta come \u201cil castello di Ramatuelle\u201d, si trasforma in una boutique effimera chiamata \u201cLa vitrine des cr\u00e9ateurs\u201d. Ospita tutta una serie di artigiani che, a turno, espongono i tesori frutto del loro savoir-faire.<\/p>\n<p><strong>6.\u00c9choppe<\/strong><br \/>\nUna tipica casa di mercanti o artigiani risalente alla fine del XV o XVI secolo. L&#8217;intero edificio \u00e8 costruito in granito. Probabilmente era dotata di un bancone di legno per esporre i prodotti in vendita e di uno scuro che, accostato, ne assicurava la chiusura. La soglia rialzata impediva all&#8217;acqua piovana di entrarvi dentro, ma soprattutto proteggeva l&#8217;interno dell\u2019abitazione dalla sporcizia e dalle acque reflue che scorrevano in strada.<\/p>\n<p><strong>7.Place Gabriel P\u00e9ri<\/strong><br \/>\nUn tempo Place du Ch\u00e2teau, dove si trova la residenza signorile del borgo, fu sottoposta ad alcuni interventi di ristrutturazione durante il XVIII secolo, commissionati dagli Audibert, allora signori di Ramatuelle. Assolutamente da non perdere la scala di ferro costruita dalle officine di Gustave Eiffel, nel 1868. Imboccandola, si accede al giardino del \u201ccastello\u201d, un<br \/>\ninaspettato spazio verde nel cuore del borgo. (Visitabile durante gli orari di apertura del ristorante presente nel giardino)<\/p>\n<div class=\"ArticleContent-img\" style=\"margin-bottom: 30px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18734 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ramatuelle-tourisme.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ramatuelle-InstapadesStudio-240601-0997-2000px-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p><strong>8.Cercle du littoral\u00a0<\/strong><br \/>\nFondata nel 1885, \u00e8 la pi\u00f9 antica associazione di Ramatuelle. Il suo motto \u00e8: \u201cEn entrant dans le Cercle je laisse \u00e0 l&#8217;ext\u00e9rieur tout ce qui nous s\u00e9pare et je conserve pr\u00e9cieusement tout ce qui nous unit\u201d &#8211; Entrando nel Circolo, lascio fuori tutto ci\u00f2 che ci separa e conservo gelosamente tutto ci\u00f2 che ci unisce. Custode della tradizione, il Cercle du Littoral organizza eventi festivi e appuntamenti imperdibili come il Carnevale e le celebrazioni di Saint Didon.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>9.Piastrelle bicolore della vecchia macelleria<\/strong><br \/>\nInsieme ai ganci per esporre la carne, queste piastrelle risalgono all&#8217;inizio del XX secolo.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>10.Stradine dai nomi metaforici<\/strong><br \/>\nLa pi\u00f9 divertente \u00e8 sicuramente \u201crue Rompe Cuou\u201d: una ripida scalinata che bisogna fare attenzione a percorrere, altrimenti si corre il rischio di farsi male al sedere! La pi\u00f9 emblematica, la rue des Amoureux, la via degli innamorati, graziosamente adornata di fiori e da un cuore portafortuna, dalla quale parte una tortuosa e strettissima scalinata. In cima ad essa, potrete scorgere un contrafforte tra due abitazioni.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>11.Rue \u00c9mile Dep\u00e9tri<\/strong><br \/>\nDa notare i pittoreschi edifici antichi, le porte e le finestre risalenti al XVII secolo (le case ai numeri 1, 12, 24 bis e 39), periodo in cui il borgo fu ricostruito dopo la distruzione durante le Guerre di Religione.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>12.Panchina degli innamorati<\/strong><br \/>\nDa non perdere la panchina degli innamorati in rue Saint-Esprit. Approfittatene per scattare qualche foto ricordo! Se le pubblicate, non dimenticate di taggarci : #destinationramatuelle.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>13.Antico mulino del \u201cFaubourg\u201d &#8211; del sobborgo<\/strong><br \/>\nExtra muros, rue du Clocher (casa n. 8). Questa modesta abitazione ospitava un mulino risalente alla fine del XVIII secolo. Tra il 1960 e il 1975, fu trasformato in una discoteca, chiamata \u201cL&#8217;Ane Bleu\u201d. Per le visite: chiedere informazioni sul posto.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>14.Antiche carceri<\/strong><br \/>\nAddossate ai bastioni, furono costruite sotto Napoleone III in uno stile cos\u00ec arabeggiante da essere talvolta scambiate per un hammam saraceno. Non \u00e8 possibile visitarne l\u2019interno.<\/p>\n<div><\/div>\n<h6>Per una pausa nel cuore della natura, percorrete il vicino Sentiero di Les Combes Jauffret. Partenza da Chemin du moulin Roux 2km Andata e ritorno<\/h6>\n<p><strong>15.Porta Saracena<\/strong><br \/>\nRisalente al XVI secolo, ha conservato il suo aspetto originale e consente di accedere a rue du Moulin Roux e a rue des Sarrasins. Dall&#8217;interno sono ancora visibili le tracce delle guide verticali e della vecchia grata, nonch\u00e9 dei due antichi battenti risalenti al 1792. Dall&#8217;esterno si notano due bracci di pietra che servivano a sostenere una garitta di vedetta, spesso posta al di sopra di una porta.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>16.Tavola di orientamento<\/strong><br \/>\nVenite ad ammirare la vista panoramica sulla pianura coltivata a viti e sulla Baia di Pampelonne. Poco sotto si trova il sentiero di La Font d&#8217;Avaou, che conduce all&#8217;antico lavatoio e al teatro all&#8217;aperto. Questo anfiteatro, con una capacit\u00e0 di oltre 1.000 persone, \u00e8 stato costruito nel 1985 dall&#8217;architetto Serge M\u00e8ge. I prestigiosi eventi che il teatro ospita durante tutto l&#8217;anno (Jazz \u00e0 Ramatuelle, Reconnexion, Les Nuits Classiques, il Festival de Ramatuelle, ecc.) offrono al nostro comune un programma culturale di alto livello che lo hanno fatto diventare famoso in tutta Francia. Visite non consentite.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>17.Rue Victor L\u00e9on e il suo lavatoio<\/strong><br \/>\nIn questa vivace stradina si trovano numerosi ristoranti che propongono una gustosa cucina locale insieme a piatti pi\u00f9 esotici. In Provenza, un lavatoio \u00e8 molto pi\u00f9 di una semplice struttura per lavare i panni. \u00c8 una vera e propria testimonianza storica di un luogo di incontro sociale, simbolo della cultura locale. Quello di Ramatuelle \u00e8 stato restaurato e decorato con un trompe l&#8217;oeil.<\/p>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18735 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ramatuelle-tourisme.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ramatuelle-InstapadesStudio-240601-1875-2000px-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<p><strong>18.Antico Municipio<\/strong><br \/>\nOsservate l&#8217;edificio al numero 3, dove sulla facciata sono ancora visibili i bassorilievi \u201cR\u201d e \u201cF\u201d dell&#8217;antico municipio. Proseguite lungo Avenue Clemenceau, la via dello shopping del borgo con le sue boutique, i suoi ristoranti e le sue altre attivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>19.Memoriale ASSDN<\/strong><br \/>\nPresso square Alsfasser, si trova il Memoriale dedicato agli Agenti dei Servizi Speciali della Difesa Nazionale (ASSDN). Visite su appuntamento. Inaugurato il 3 maggio 1959, questo monumento nazionale, unico nel suo genere in Francia, \u00e8 stato progettato da Courbier, scultore e amico di Jean Moulin. Commemora i membri dei servizi speciali caduti durante la Seconda guerra mondiale. Le loro missioni li portarono spesso dalla Francia Libera a Ramatuelle su sommergibili francesi (Casabianca, Ar\u00e9thuse, Le Marsouin, La Perle). Un gruppo della Resistenza di Ramatuelle si distinse quando questi ultimi sbarcarono clandestinamente sulla costa per il trasferimento di agenti speciali tra Algeri e i territori metropolitani. A L&#8217;Escalet, una targa commemorativa di fronte alla Roche Escudelier ricorda questi eventi.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>20.Capella di Sainte-Anne<\/strong><br \/>\nConosciuta anche come Cappella dei Penitenti, risale al XVI secolo. Per tanti anni sconsacrata, \u00e8 stata restaurata negli anni Sessanta. Oggi, ospita una funzione religiosa per la festa di Sant\u2019Anna il 26 luglio. Non aperta al pubblico, tranne che per le mostre temporanee: chiedere informazioni sul posto.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>21.Il cimitero<\/strong><br \/>\nNel Medioevo si trovava in Place de l&#8217;Ormeau e sulle pendici che portano all&#8217;attuale Municipio. Per motivi igienici, alla fine del XIX secolo fu spostato fuori dal borgo. La tomba pi\u00f9 visitata \u00e8 quella di G\u00e9rard Philipe, il famoso attore francese che si \u00e8 distinto sia in teatro che al cinema. Mor\u00ec nel 1959, all&#8217;et\u00e0 di 37 anni, ed \u00e8 sepolto con il costume del Cid di Corneille, uno dei suoi ruoli pi\u00f9 importanti. Per volont\u00e0 della sua famiglia, la sua tomba \u00e8 una delle pi\u00f9 sobrie.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>22.Targa commemorativa<\/strong><br \/>\nRisalite Boulevard du 8 Mai 1945 e, sulla destra, noterete la targa commemorativa in onore degli abitanti di Ramatuelle fatti prigionieri durante la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>23.Panorama<\/strong><br \/>\nVista panoramica della pianura viticola, del faro di Camarat e della parte meridionale della baia di Pampelonne.<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>24.Municipio<\/strong><br \/>\nDal 1900 al 1981, l&#8217;attuale municipio ha ospitato il plesso scolastico del paese. Prendetevi qualche istante per ammirare la vista sui tetti e la mostra fotografica, che si rinnova ogni anno.<\/p>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"ArticleContent-img\" style=\"margin-bottom: 30px;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Mairie\" src=\"https:\/\/www.ramatuelle-tourisme.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/mairie.jpg\" alt=\"Mairie\" \/><\/div>\n<p><strong>25.Fontana e bocciodromo<\/strong><br \/>\nCome la maggior parte dei paesini di Francia, Ramatuelle possiede una fontana eretta, da tradizione, sulla piazza principale. Dalle fauci spalancate dei suoi due leoni in ghisa sgorga un rivolo d&#8217;acqua, che fino al 1954 era l&#8217;unica fonte d&#8217;acqua potabile del borgo.<\/p>\n<p>\u201cTu tires ou tu pointes?\u201d Che fai, tiri o punti? A Ramatuelle, come nel resto della Provenza, le partite a bocce, la famosa p\u00e9tanque, sono molto pi\u00f9 di un semplice gioco: si tratta di un vero e proprio stile di vita! All&#8217;ombra dei platani, le sfide a bocce sono sempre un&#8217;occasione di convivialit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.Place de l\u2019Ormeau.\u00a0 Ristrutturata nel 2025, \u00e8 la piazza principale del borgo con i suoi caff\u00e8, dove si tiene il mercato ogni gioved\u00ec e domenica mattina. L&#8217;Ulivo centenario. Nel 1983 ha sostituito l&#8217;olmo piantato ai tempi di Sully per ricordare la pacificazione della provincia e la conversione del re Enrico IV. 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